RITORNO ALLA VITA (di R.P.) MORTE BREVE E RESURREZIONE QUASI IMMEDIATA Tratto dal libro" L' Hassyeno" Volume I. di R.P. Racconto vissuto realmente e personalmente nel 1975 Stralciato dal libro ......... Quando se ne ando mi rivolsi ad Anna pronunciando queste precise parole: Piuttosto che vederli qui preferisco andare sotto un camion!. Non lavessi mai detta quella frase! Mi stavo colpendo da solo senza accorgermene! E pensare che conoscevo gia molto bene come usare la mia arma mentale. E lunica arma infallibile e non sbaglia mai il bersaglio preso di mira, e solo questione di tempo, a volte ci passano alcune settimane o mesi ma a volte il risultato si puo vedere anche a distanza di poche ore, come in quel caso. E se avessi detto sotto al treno, anziche dire sotto ad un camion? Sicuramente sarei finito sotto un treno! La mia arma lho sempre utilizzata, con successo, solo ed esclusivamente contro chi ha tentato (o ce riuscito) di fare del male a me personalmente, come detto, o ai componenti della mia famiglia. Non la userei mai, neppure se fossi pagato, per nessun altro motivo e non me ne sto assolutamente vantando. E semplicemente una realta quanto meno degna di nota, piaccia o non piaccia, ed e solo per questo motivo che la riporto qui. Chi mi conosce sa di cosa sto parlando .. Questo sono io. Il giorno successivo (la vigilia della Prima Comunione di Giorgio) avevo appena dato una mano ad un amico per costruire il tetto di un garage, appartenente a suocero, in un paese fuori citta. Avevamo lavorato dal mattino prestissimo fino alle tredici e trenta e, una volta terminato il lavoro, attendemmo per un po larrivo dello suocero per essere pagati. Considerando lora tarda e visto che quello non arrivava mai decidemmo di ritornare ad Asti, salimmo sulle nostre rispettive auto e ci dirigemmo verso casa. Ci avrebbe pagati la settimana successiva. Ad un certo punto notai, attraverso lo specchietto retrovisore, che il mio amico, utilizzando i fanali e gesticolando con le mani, mi faceva segno di fermarmi. Accostai sulla destra e aprii la portiera. Quando scesi dall'auto, quellamico, che chiamero' Aldo (lo stesso con il quale avevamo aperto la carrozzeria e lofficina meccanica) era gia' lė, davanti a me. "Cosa c'e' " gli domandai "Oggi mi piacerebbe andare a pescare, vieni anche tu?". Gli risposi di no e aggiunsi :"Domani mio figlio deve fare la sua Prima Comunione e dobbiamo ancora preparare tante cose ". Parlammo ancora per qualche minuto quando Aldo, che si trovava di fronte a me (pero' rivolto verso la parte anteriore della mia auto) urlo' : "Attento Roby..... il camion! . Effettivamente, alle mie spalle, stava arrivando un grosso camion a velocita' molto sostenuta per una strada stretta come quella e io non potevo vederlo proprio perche' ero rivolto verso Aldo. Feci appena in tempo a voltarmi e notare il colore di quellautomezzo pesante prima di essere centrato in pieno e fatto "rotolare" lungo tutta la fiancata sinistra della mia vettura. Aldo, dopo l'urlo di avvertimento, si riparo' velocemente dietro la mia auto, mentre io non ne ebbi il tempo. Per qualche secondo (o minuto) non vidi e non sentii piu' nulla, neppure un benche' minimo dolore, anche se ero a terra con il bacino fratturato in tre punti, due costole incrinate e un leggero trauma cranico. Questo, ovviamente, lo seppi in seguito dai Medici che eseguirono le radiografie. Ho descritto la posizione in cui mi trovavo dopo limpatto con quel camion anche se, in quel momento, non potevo certo rendermene conto. Me ne sarei reso conto da lė a poco! Improvvisamente, un istante prima che il mio Spirito (l Essenza Vitale) uscisse dal mio corpo ormai morto, vidi una luce di colore blu elettrico e azzurro chiaro verso il centro, forse dentro, era una luce sferica, leggermente pulsante e silenziosa, era sospesa in aria ad una altezza che non saprei quantificare bene ma che mi sento di indicare come a circa due metri e mezzo o tre al massimo. Come un palloncino volante leggermente "sgonfio" che non tocca piu' il soffitto. Sembrava che mi stesse aspettando! Lo spazio attorno a quella sfera di luce elettrica era completamente nero e profondo. In quei momenti non ero "disteso" in aria, non "fluttuavo", non vedevo nessuna "luce abbagliante" o "tunnel", come raccontano tante persone che asseriscono di aver provato questa esperienza sicuramente ripetibile piu volte da chiunque. Per quanto riguarda il mio caso cerco di spiegarmi nel miglior modo possibile ma, un conto sarebbe poterlo spiegare a voce, e un conto e tentare di spiegarlo per iscritto, e tutto piu difficile e maledettamente complicato anche se il ricordo e' nettissimo. Ebbi modo di vedere quella luce solo per pochi istanti perche, allimprovviso, mi trovai io stesso (il mio Spirito) nel suo interno. Da quel momento non vidi piu alcuna luce perche la luce ero io. Potrei paragonare quella sfera luminosa e sospesa a mezz'aria come ad un "occhio" che vede contemporaneamente in ogni direzione, in alto, di fronte, dietro, di fianco e in basso. Un "occhio" che, olte a vedere tutto, sentiva anche tutto. Come se avesse addirittura le orecchie. Un po' come quando guardiamo un oggetto e, con la coda dell'occhio, riusciamo a vedere cio che ci sta di fianco. Insomma, dallinterno di quella luce blu elettrico, vedevo chiaramente il mio corpo disteso a terra e allo stesso tempo vedevo le colline che mi stavano dietro, quelle di fronte, la strada, il cielo, la gente che stava arrivando e udivo distintamente le voci di tutti. Vedevo e sentivo Aldo che se la prendeva con il camionista gridandogli in faccia "L' hai ammazzato...! Perche' non hai rallentato...! La strada e' stretta, l' hai ammazzato, guardalo, e morto..... Un minuto fa parlava con me!". Ma, pur vedento in ogni direzione, "puntavo" dritto dritto verso il mio corpo che in quel momento era certamente senza vita. Quello strano "occhio" ero io o non ero io? Era il mio Spirito! Gli scettici assoluti (come lo ero io fino a quel giorno) non credono a certe cose fino a quando non le provano di persona e qualcuno pensera che anche questa storia sia frutto di fantasia, come molte altre (tanto per "farsi conoscere"). Ma lo scettico degli scettici, ripeto, sono sempre stato io (lo sono tutt'ora) proprio quando sento parlare di "tunnel" o di "grande luce bianca abbagliante" o cose del genere. Mi incazzo veramente e non ascolto neppure perche', fino ad ora, non ho mai sentito parlare o descrivere quella "sospensione" a mezz'aria sotto forma di sfera luminosa, di cui sopra, e della quale continuero' a parlare in questo capitolo. In famiglia ho sempre accennato a quel lontano episodio senza mai approfondirlo nei dettagli, perche', anche se si tratta di una realta' che ho vissuto davvero e in prima persona, difficilmente sarei capito in fondo. Molto probabilmente, neppure chi leggera questo racconto mi credera, confermando cosi' che certe cose sarebbe meglio tenersele per se. Ma io intendo raccontare quello che mi e' successo perche' spero di trovare contatti con persone che siano passate attraverso la stessa esperienza per discuterne insieme (magari a distanza) e per cercare di capire meglio che cos'e' o chi e' quell' "occhio" che vede e sente tutto. Tanti scrittori e tante scrittrici, a forza di ascoltare persone che raccontano (magari in televisione facendo spettacolo) quello che hanno "visto" e "sentito" durante il coma, o a forza di leggere altri libri su questo argomento, scritti da chi in coma ce entrato veramente (non e' il mio caso) sono stati inevitabilmente condizionati nello scrivere loro stessi un libro su questo tema. Io no. Tanti hanno scritto (o fatto scrivere) il proprio stato vegetativo, magari durato anni, raccontando cio' che altri hanno scritto ben prima di loro ma modificandone un po' il contenuto "adattandolo" alla propria esperienza personale. Ecco la mia scetticita sui racconti fatti da persone che, dopo un lungo periodo di coma, non sono neppure in grado di parlare. Altro che scrivere..... Altro che ricordare...... Torniamo a quel giorno, nel mese di Maggio del 1975. Quell' "occhio" (che poi era il mio Spirito) guardava verso il corpo esanime (senza anima, quindi morto) che fino a pochi istanti prima lo conteneva nel suo interno e faceva continuamente, e ripetutamente, una sorta di "zoom" ottico in avanti e indietro. Quasi come desiderasse rientrare nella sua "custodia" o come se stesse "decidendo" di allontanarsene definitivamente. Io, inteso come corpo reale ma senza vita, ero immobile a terra e non sentivo dolore, ne' voci, ne rumori, avevo gli occhi chiusi e solo dallinterno di quella luce blu, sospesa nello spazio nero e profondo, continuavo a guardarmi e a sentire.... Guardavo verso quel corpo disteso sulla strada e allo stesso tempo vedevo, sempre dall'alto, tutta la gente che gli stava attorno. Era proprio come se quella luce "ragionasse", come se fossi io a ragionare.... Pero non potevo "autovedermi", nel senso che potevo guardare, vedere e ascoltare dappertutto, ma non verso di me in quanto "occhio" non materiale e non tangibile. Ero antimateria? Esiste forse una vita parallela alla nostra ma invisibile ai nostri occhi? Penso proprio di sė. Per "autovedermi" avrei dovuto avere uno specchio (forse!). Un po' come guardarci negli occhi da soli..... Se non abbiamo uno specchio a disposizionme non possiamo vederli eppure e' proprio grazie a loro che vediamo tutto. Ma e soltanto muovendoli che siamo in grado di vedere da una parte o dallaltra, in alto o in basso . Quell' "occhio", invece, vedeva dappertutto senza muoversi..... Dopo molte e brevi "zoommate ottiche" verso il mio corpo, ad un certo punto inizio' ad avvicinarsi. Lo fece progressivamente, prima lentamente e poi sempre piu' velocemente. Ancora qualche istante di esitazione e, in un attimo, "decise" (o decisi) di rientrare. S' avvicino' (o m' avvicinai) fino a sfiorare la mia tempia anche se io, pur vedendomi sempre piu da vicino, non sentii alcun contatto fisico con me stesso, solo un leggero e tiepido calore piacevolissimo. Con gli occhi ancora chiusi incominciai a udire (con le orecchie reali) le voci delle persone che nel frattempo erano giunte sul posto. Tutto quello che vedevo dall'alto poco prima era lė, vicino a me. Curiosi del posto (c'erano parecchie case nei dintorni) automobilisti di passaggio, il camionista che piangeva, l'amico Aldo che, tra un insulto e l'altro, piangeva anche lui e tutto il resto. Se prima li vedevo e li sentivo dall'alto, in quel momento li ascoltavo e li vedevo direttamente con i miei occhi e le mie orecchie. Era tornata la vita! Quella luce sospesa in aria non cera piu, era rientrata definitivamente nel mio corpo, al prprio posto. Lavevo vista chiaramente solo poco prima di entrarci dentro con lo Spirito, appena morto. Dal momento dell'impatto con il camion al momento in cui entrai in quell' "occhio di luce" passarono pochi secondi ma, sotto quella forma onnivedente, ci rimasi piu' a lungo. Forse sette o otto minuti perche', quando rientro' nel mio corpo, "resuscitandomi" letteralmente, si era gia' formato un piccolo capannello di persone (una dozzina) e, presumibilmente, tutta quella gente si era radunata attorno a me nel giro, appunto, di quei minuti. Mi sentivo come stordito ma perfettamente cosciente su cio che m' era appena accaduto (mi riferisco allimpatto contro il camion, non alla luce blu) e, istintivamente, m' alzai per salire in auto. Aldo mi domando' cosa stessi facendo ma io non gli risposi neppure. Ero sull'auto e volevo tornare a casa.... Pensavo alla Comunione di Giorgio. Uno sguardo veloce tuttattorno mi basto per capire che quella gente mi stava guardando sbigottita e incredula, mi vedevano come un morto che si stava alzando da solo. "Alzati Lazzaro ", tanto per capirci...... Non si sbagliavano affatto, colui che stavano guardando con tanta meraviglia era proprio un resuscitato, ma non potevano saperlo. Da buon amico, compagno di mille avventure e altrettante disavventure, Aldo mi segui' a ruota. Percorsi seicento o settecento metri di strada e mi fermai davanti ad un'osteria che conoscevo molto bene e frequentavo spesso e "volentieri"..... Scesi dallauto da solo, senza l'aiuto da parte di nessuno, lasciando persino il motore (e le luci lampeggianti di destra) acceso. Lo ricordo benissimo. Questo prova che in quel momento capivo cio' che stavo facendo e sapevo bene dove mi stessi trovando. Un po' barcollante entrai nell'osteria, e il titolare, che conoscevo da anni, appena mi vide capi' che doveva trattarsi di qualcosa di particolarmente grave. Subito mi passo' qualche pezza di stoffa per pulirmi dal sangue che, intanto, usciva anche dal naso e dalla bocca. Mi servi' anche un "cicchetto" di superalcolico e io, dopo averlo letteralmente trangugiato, feci il gesto di pagare ma lui mi disse che quel cicchetto era gratis...... Strano, perche' in quell'osteria non si regalava proprio niente a nessuno..... Lo ringraziai e, piu' barcollante di prima, tentai di uscire dal locale per risalire sulla mia auto. Ma Aldo noto' che stavo in piedi per miracolo e mi accompagno' verso la sua. "Non ce la fai da solo" mi disse con voce decisa e perentoria "Devo spegnere il motore e le luci della mia auto" gli risposi tentando inutilmente di divincolarmi dalla sua forte presa. In verita la mia unica intenzione era quella di ripartire da solo e con la mia auto. Altro che spegnere il motore e le luci lampeggianti! Aldo lo capi' e senza ulteriori indugi o domande mi spinse, quasi con forza, nella sua macchina. Ci dirigemmo verso il pronto soccorso dell'ospedale di Asti e, strada facendo, incrociammo l'autoambulanza che, evidentemente, qualcuno aveva chiamato quando mi trovavo sul luogo dell'incidente. Aveva la sirena spiegata e procedeva velocissima. Aldo, pero', fece segno con i fari e con le braccia che ormai il loro intervento non sarebbe piu' servito. Questa fu l'ultima cosa che notai, dopodiche' svenni. In seguito, parlando di quell'episodio con Aldo, che veniva ogni giorno a farmi visita, gli domandai del viaggio verso il pronto soccorso che per me era come un momento buio, e lui mi racconto che durante il tragitto ero svenuto e rinvenuto diverse volte. Ma io non ricordavo (e non ricordo neppure oggi) assolutamente nulla, tranne la sirena dell'autoambulanza che, per forza di cose, sarebbe dovuta tornare indietro vuota. Ricordo pero' il momento in cui giungemmo al pronto soccorso. Sentivo distintamente il clacson che Aldo azionava e, una volta entrati con l'auto nel porticato dell'ospedale, vidi tre o quattro infermieri che, di corsa, si avvicinavano a noi con una barella. Erano gia' allertati, forse via radio, dalla stessa autoambulanza che avevamo incrociato sulla Statale. Ancora una volta, ma per pochi istanti, svenni, perche' non ricordo come fui caricato sulla barella. Cosi' come non ricordo il tragitto dall'auto alla stanzetta del pronto soccorso che distava appena cinque o sei metri. Forse, sistemandomi sulla barella, mi avevano procurato parecchio dolore e questa sara' stata la causa di quel piccolo, breve, ennesimo svenimento. Quando riaprii gli occhi la prima cosa che ebbi modo di vedere furono i medici che mi stavano letteralmente tagliando i vestiti di dosso, senza tanti complimenti...... Notai anche una giovane infermiera con una cosa tra le mani che non avevo mai visto prima di allora. Non avevo mai visto una cosa simile. Quando cerco di infilarmela dove non avrei mai pensato fosse possibile infilarla, gridai forte: Noh!.. - Li no...! - E' solo un catetere... - mi disse, cercando di tranquillizzarmi. Ma io, che non sapevo neppure cosa fosse un catetere, in un attimo, prima ancora di rendermene conto, me lo ritrovai infilato proprio nel pisello. Come ha fatto a far entrare proprio li un tubo come quello! - pensavo tra me e me, incredulo fino al midollo Provavo un senso di vergogna misto a impotenza di fronte a quei medici che trafficavano attorno a me con tanta disinvoltura e sicurezza. Incrociai per un attimo lo sguardo dell' infermiera e notai che mi stava sorridendo. Certamente capiva che stavo pensando al catetere Nudo come un verme venni trasportato durgenza in sala raggi e la ci rimasi per parecchio tempo perche' non trovavano le lastre fotografiche, o qualcosa del genere. In seguito, piu di un ora dopo, mi ritrovai coricato sul lettino in un grande salone in compagnia di una dozzina di altri ricoverati e, per la prima volta, mi resi finalmente e perfettamente conto di cio' che mi era successo. Un incidente stradale! Fino a quel momento mi sembrava di vivere una situazione stranissima. Come se la cosa non riguardasse me, come se stessi vivendo una cosa non mia. Si perche', tra uno svenimento e l'altro, ero come stordito e non riuscivo a mettere bene a fuoco quello che m'era successo veramente. Ora pero', sul quel lettino d'ospedale, mi ricordavo tutto e anche bene! Vedevo il camion rosso a pochi centimetri da me ma non riiuscivo a ricordare il momento dell'impatto che doveva essere stato violentissimo. Neppure la rotolata lungo tutta la fiancata sinistra della mia auto riuscivo a ricordare. Buio mentale completo! Quegli attimi non li ricorderei neppure oggi se non mi fossero stati raccontati da Aldo. Solo in seguito mi venne in mente quella luce blu che mi guardava mentre ero disteso a terra morto. Una buona dose di inqietudine mi pervase dalla testa ai piedi.... Ero stato allinterno di una sfera luminosa che vedeva tutto, ben oltre i 360 gradi! La mia Essenza Vitale", quella che comunemente chiamiamo anima, si era trasferita in quella luce blu elettrico sospesa a mezzaria di fronte al corpo che laveva contenuta fino a pochi istanti prima. Il mio! Altro che inquietudine! Cominciai a ricordare quei minuti passati oltre la frontiera che separa laldiqua dallaldila, ricordavo quella luce che non voleva allontanarsi definitivamente da me .. Sono quasi certo che quei tentativi di rientro possono durare per ore (se non giorni) anche se, almeno nel mio caso, durarono molto meno. Quella sfera luminosa, contenente la mia Essenza Vitale, tendeva ad allontanarsi come al rallentatore, piano piano, ma inesorabilmente attratta da una forza superiore. Un po' com'e' successo a molti astronauti usciti dalla cabina di guida per la loro "passeggiata" nello spazio. Alcuni di loro, infatti, si sono allontanati definitivamente dallastronave madre, anche se al rallentatore, verso gli spazi Siderali. E' successo negli anni che vanno dal 1958 al 1960 e oltre, lo ammettono sia gli USA che i RUSSI. Quella sfera di luce blu, dopo aver constatato se il corpo che lha contenuta fino a poco prima e ancora abitabile, "decide" senza indugi di riavvicinarsi per rientrare al proprio posto e lo fa anche abbastanza velocemente. Si resuscita a tutti gli effetti! In quell'attimo, come accennato, si "sente" qualcosa di caldo che entra nella testa silenziosamente. Quando si sviene, invece, e tutta unaltra cosa, non ci si ricorda di nulla se non dell' attimo prima dello svenimento. Cazzo, non ero svenuto, ero morto e lo ripetero' all'infinito. Durante un comune svenimento e' come se il tempo si fermasse di colpo, e, al rinvenimento, l'unica domanda che possiamo porci e': "Cosa m'e' successo?". Anche chi si trova in coma puo morire parecchie volte e rinascere altrettante (pur rimanendo sempre in stato comatoso) ed e proprio durante quelle brevi ma vere morti, impercettibili anche dagli strumenti elettronici piu' sofisticati, che si vede dallalto e al risveglio, magari dopo mesi o anni, ricorda solo cio che ha visto nei momenti delle morti temporanee. Ricorda la luce nella quale si trovava lui stesso (la sua Essenza di vita) ma non puo ricordare tutto il periodo del coma. Desidero, tanto per fare un esempio concreto sullo svenimento, raccontare un episodio vissuto, sempre da me, molti anni dopo, nel 1999. Una notte, durante uno dei miei ricoveri presso una Clinica Astigiana a causa delle mie diverse patologie mediche piuttosto serie, ero tranquillamante coricato sul mio lettino quando, per motivi fisiologici, dovetti alzarmi per andare ai servizi. A terra, davanti al lettino, c'erano le mie pantofole ma quel letto era troppo alto (forse piu' del necessario) e io, per infilarmi la prima pantofola, allungai una gamba .Vedendo che non ci arrivavo ricordo di essermi sporto di piu' pensando cosi' di riuscire a centrarla..... Quel fatto lo ricordo perfettamente bene. Pero' il ricordo termina lė, proprio nellattimo in cui mi stavo sporgendo dal lettino. Di quei circa quaranta minuti, tanto fu il tempo che passo dal momento della caduta al momento del risveglio, non ricordo assolutamente nulla. Per forza! Ero semplicemente svenuto. Cadendo dal letto andai a picchiare con la fronte (vicino alla tempia destra) contro il bordo in alluminio dello zoccolo che faceva da battiscopa lungo tutto il perimetro di quella stanza svenendo "all'istante". Anna, che era vicino a me, aziono' immediatamente l'apposito campanello per segnalare l'emergenza, ma eravamo in piena notte e l'infermiera, giunta poco dopo, non poteva fare nulla se non mettersi, a sua volta, alla ricerca di un medico del servizio notturno che, a quell' ora e chissa' per quale motivo, non era semplice trovare. Dalla ferita usciva parecchio sangue ma di tutto cio' non ricordo niente. Ricordo, pero', il momento del risveglio (una quarantina di minuti dopo, appunto) mentre il Dottore mi stava praticando cinque punti di sutura. Evidentemente quell'ago doveva avermi procurato parecchio dolore perche', risvegliandomi, lanciai un urlo. Con la coda dell'occhio vidi Anna, in piedi sulla mia sinistra, e le domandai cosa fosse successo. "Sei caduto dal letto" mi rispose E aggiunse: "Sei andato a sbattere la fronte contro il bordo di quel battiscopa la' . Un bordo che distava dal letto almeno un metro e mezzo! "Dev'essere stato un bel volo" pensai. Come diavolo saro' arrivato fno a laggiu' non me lo sono mai spiegato. Avevo appena allungato un po' una gamba sporgendomi dal bordo del letto, non avevo mica preso la rincorsa"..... Questo per dire che anche subendo un forte trauma il dolore non si percepisce minimamente, anzi, piu' il trauma e' forte e improvviso e meno dolore si prova. Proprio come nellimpatto contro il camion nel 1975 appena descritto. Penso a chi subisce un incidente stradale uscendone morto sul colpo, sfracellato e pressoche' irriconoscibile. Sono sicuro che quella persona, nellattimo del trapasso, non ha provato alcun dolore anche se ai soccorritori appare una scena terrificante. Di certo, l' ultima cosa che ha visto in vita e' stata l'auto che, proveniente dalla parte opposta, stava andando dritta dritta contro la sua per lo scontro frontale. Magari avra' avuto il tempo di tentare l'ultima e inutile frenata, ma questo ricordo restera' per sempre in quell' "Occhio di Luce" che sicuramente s'e trovato per qualche tempo vicino al luogo dell'incidente tentando, inutilmente, di rientrare nella propria ex "custodia". Proprio nel corpo dello sfortunato che pero' non era piu' in condizioni di essere "abitato". Con questa descrizione sarei felice di poter "consolare" i parenti di chi ha perso la vita in questo modo. Non si prova alcun dolore, credetemi. Probabilmente quella luce che descrivo come un occhio deriva dal fatto che vede tutto! Ho provato e riprovato a disegnare una cosa simile ma non ci sono mai riuscito, neppure con disegni fantastici. Non e' sufficiente paragonarla ad un palloncino volante illuminato internamente di blu elettrico, perfettamente sferico e silenzioso. Strana "cosa" che, ne sono certo, non appartiene alla nostra "dimensione" pur trovandosi dentro ciascuno di noi. Come gia' detto e ripetuto, ho l'impressione (direi la certezza) che pur tentando ostinatamente di rientrare al proprio posto, venga richiamata da un' altra forza. Una Forza Superiore che cerca in tutti i modi di riportarla verso chissa quale altra destinazione. Il fatto ancor piu piu' difficile da spiegare e' che, da quel giorno, la mia mente e quella "Luce" sono costantemente in contatto tra di loro , di giorno e di notte. Ed io, cosė come altre centinaia di migliaia di persone sparse in tutto il mondo, riesco a percepire certe sensazioni che la maggior parte degli altri non possono neppure imaginare. Non e' il "sesto senso". Quel "discutibile" senso che abbiamo un po' tutti, anche se solo pochi di noi riescono a sfruttare appieno. Nel mio caso si tratta di qualcosa di diverso. Non e neppure il semplice: Lo sapevo... o Lavevo previsto... oppure: Sento che deve succedere qualcosa o, ancora: Qui mi sembra di esserci gia stato . Il famoso de ja vue, ma e qualcosa di ben diverso e solo morendo e resuscitando si acquisiscono queste caratteristiche particolarmente difficili da spiegare ma anche da spiegarsi. Nellimmaginario collettivo vengono definiti Poteri ma io, queste caratteristiche preferisco chiamarle Ipersensitivita extrasensoriali continue che vanno di gran lunga oltre il sesto, il settimo o lottavo senso. In un altro capitolo di questo libro descrivo lorigine della mia extra sensorialita (praticamente innata) e racconto come a due mesi di vita, grazie ad un guaritore astigiano che mi prese semplicemente in braccio, guarii dal Tifo. Dalla sera alla mattina! Prima di portarmi da quel guaritore ricevetti anche lultima benedizione da parte del prete. Alleta di ventinove anni guarii (da solo) dal Tetano diagnosticatomi con certezza dai medici dellospedale di Asti. Ma non basta, potrei elencare e descrivere decine e decine di episodi analoghi o, comunque, stranissimi. Nel Duemila, ad esempio, il Dottore della stessa clinica nella quale fui ricoverato lanno precedente (quando caddi dal letto ) chiamo nel suo ufficio mia moglie dicendole che poteva avvertire i vari parenti perche, secondo lui e gli altri medici esperti, quella notte non sarei sopravissuto, tanto ero mal messo. Pesavo trentadue chili contro i settanta di qualche anno prima. Dopo una breve (ma vera morte) e la successiva veloce resurrezione ci si puo' ritrovare completamente guariti da malattie anche gravi che prima ci creavano molte sofferenze. Questo vale per tutti. Non si tratta di fantascienza o di episodi a sfondo religioso e un giorno, neppure tanto lontano, chiunque lo capira. Oggi luomo non riesce a sfruttare neppure il due per cento delle proprie potenzialita Esoteriche. Figuriamoci cosa ci attende il futuro e quante cose dovremo ancora scoprire tramite il nostro computer cerebrale. Resuscitare e un po come resettare il cervello e tornare in vita ripartendo da zero . La parola Esoterismo non significa necessariamente Satanismo. La stessa Messa domenicale e un rito Esoterico a tutti gli effetti, anche se il Vaticano non lo ammette apertamente. Sicuramente, alleta di due mesi, mi sara successa la stessa cosa, saro morto per qualche minuto, magari durante la notte, e dopo il ritorno alla vita il Tifo non esisteva piu. Da settimane avevo la febbre a quarantadue gradi ma una mattina, quando stavo per essere trasferito allospedale di Torino, percorrendo strade bombardate e semidistrutte (ad Asti non potevano fare di piu) mia madre volle misurarmi per lennesima volta la febbre. Il livello era sceso a trentasei gradi..... La sera precedente il termometro segnava ancora quarantadue! Guarire dal Tifo in quel modo e, per di piu nel 1945, non fu assolutamente un miracolo. Matusalemme, per vivere cosė a lungo, sara morto e resuscitato decine di volte...... Se quella "cosa" (io stesso) che quel giorno del nese di maggio 1975 mi guardava dall'alto, non avesse deciso che valeva ancora la pena di rientrare nel mio corpo, la mia vita sarebbe finita la, su quella strada asfaltata e assolata nei pressi di Asti. PROSEGUE............ COPYRIGHT TOTALE. Citare sempre questa fonte. Qualsiasi violazione sara' perseguita a norme di legge. Forum competente Tribunale di Asti ///////////////////////////// L'Hassyeno Vol. I Dio siamo noi di R.P. Le origini dell'uomo di R.P.
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